Il libraio di Kabul
Un libro usato di Seierstad Ã…sne, edito da Rizzoli, 2008
Stato Conservazione: BUONO
Ean/Isbn
9788817020282
Autore
Seierstad Ã…sne
Editore
Rizzoli òModel.Date_published_year
Reparto
Genere
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il ibraiodi Kabul Splendido ibro! A metà fra romanzo e reportage storico-giornalistico, è il primo ibro, fra tanti che ho etto sul’Afghanistan, che ha riferito con chiarezza e concisione a storiadi quel pËsedagli anni, ontanissimi,dela sua esuberanza ala totaledistruzionedi oggi. Snela a narrazione e moltoduttile il susseguirsidei personaggio sui qualidomina Sultan, interprete contemporaneamentedela sua grettezza edel’ignoranzadi un popolo non padronedi sè stesso. Chediredeledonnedi questo ibro? Protagoniste occultedi una sofferenza infinita ma portatricidi una ucedi speranza. eila, vinta ala fineda un potere troppo forte per ei, segna ’iniziodi una volontàdi riscatto edi rinascita. ei non ce ’ha fatta, ma forse, grazie anche a ei, a generzione successiva potrà riuscirci. Belissimo ibro, o consiglio a tutti!
Vivere tra gli afghani “Sultan Khan è stata unadele prime persone che ho incontrato arrivando a Kabul nel novembredel 2001. Avevo trascorso sei settimane con i comandantidel’Aleanzadel Nord, neldeserto ai confini con il Tagikistan, sui montidel’Hindukush, nela valatadel Panshir, nele steppe a norddi Kabul. Avevo seguito a oro offensiva contro i talebani, avevo vissuto su pavimentidi pietra, in capannedi terra, al fronte. Avevo viaggiato sui cassonidei camion, su mezzidi trasporto militari, a cavalo e a piedi. “ Un bel ibro, questodela giornalista norvegese Seierstad Åsne, in cui essa narradela propria esperienza presso a famigliadel ibraio Sultan Kahn, una speciedi "Mile splendidi soli" in versione reportage. Nel senso che se nel romanzodi Hosseini si può anche essere portati adubitare che e vicende narrate siano in qualche modo esagerate per fini narrativi, in questo - se sideve prestar fede ala professionalitàdel’autrice, e non c’è motivodidubitarne - ci si accorge che si trattadela cruda verità. a vita quotidiana, e relazioni interpersonali ed i problemi egati ale varie fasi politiche succedutesi nel’Afghanistan post- talebano vengono affrontate con ’occhio attentodel giornalista, ma con a sensibilitàdi unadonna. Aldi àdi ogni retorica ed utopia mi è rimasta una certezza: mi ritengo estremamente fortunatadi non essere nata in Afghanistan!